The Summer of LeBron

"Cosa farò nel 2010? Penso che ognuno debba fare quello che è meglio per lui ed è meglio per la sua carriera. Se un giocatore fa quel che è meglio per lui, è comunque qualcosa di positivo. E' una cosa complicata, si tratta anche di business. La società farà quello che è meglio per la società, se decide di lasciar partire un giocatore è ok, ognuno deve fare ciò che è meglio per sé. La scelta sulla mia futura destinazione sarà legata alla squadra dove potrò vincere più titoli. Se ciò succederà rimanendo a Cleveland, allora rimarrò a Cleveland. Se invece dovrò andarmene, dovrò valutare tutte le opzioni".
Parole e musica di LeBron James, “the choosen one”, se vogliamo fare gli americhein, “il prescelto”, se vogliamo tradurre nell’italico verbo. Che succede nel 2010? Semplice: la più clamorosa rivoluzione degli equilibri cestistici che mente umana ricordi. Perché il 1° luglio 2010 diventeranno free-agent senza alcuna restrizione giocatorini tipo Steve Nash, Dirk Nowitzki, Manu Ginobili, Ray Allen, Tracy McGrady, Amare Stoudamire. E, ovviamente, tutta la classe del draft 2003, ovvero Wade, Bosh e, appunto, LeBron James.
Detto che se va via James, a Cleveland si buttano tutti dentro il lago e non se ne parla più, il quesito che attanaglia gli appassionati Nba è: dove andrà James? O, anche, aspetteranno i Cavs l’estate 2010 per “liberarsi” di LeBron? Tradotto: i Cavs, nella prossima estate, hanno in mano il giocatore migliore della Nba, senza nemmeno passare dal via, con l’agghiacciante prospettiva di perderlo dodici mesi dopo, rimanendo col pugno che chiude un insieme di mosche. Che si fa? Si tiene LeBron due anni e si punta all’anello, o lo si mette sul mercato cercando di portarsi a casa un paio, se non tre, giocatori di alto livello?
David Thorpe, uno dei maggiori analisti NBA di ESPN, in purissimo fantabasket, propone due soluzioni interessanti. La prima vedrebbe un possibile scambio con Boston, all'interno del quale Cleveland riceverebbe due All-Star in cambio di James: il Prescelto finirebbe in bianco-verde insieme a Ilgauskas, Pavlovic, Szczerbiak (e ai loro contrattoni) per Garnett, Pierce e Rondo. Una seconda soluzione, sempre proposta da Thorpe, vedrebbe invece James cambiare costa, e Cleveland ricevere un nucleo di giocatori giovani e futuribili: James e Ilgauskas verrebbero spediti a Portland, in cambio di Roy, Oden, Fernandez, Outlaw. Brutto?
A rovinare però i piani dei Cavs, ci ha pensato lo stesso James che in un’intervista alla partita dei Knicks (ma guarda un po’…) se n’è uscito con “Il 1° luglio 2010 sarà probabilmente uno dei giorni più importanti nella storia della Lega. Molte squadre stanno cercando di mettersi in prima fila per attirare uno dei grandi free-agent. E, se siete tifosi dei Knicks, vi consiglio di allargare le vostre vedute: il 1° luglio 2010 sarà un giorno memorabile".
Chiaro, no? LeBron gradirebbe parecchio andarsene nella Big Apple, dove troverebbe tra l’altro il suo amicone Jay-Z, e un paio di migliaia di sponsor pronti a fargli ponti di platino. Il giocatore più forte del mondo nella capitale del mondo. Sceneggiatura perfetta, quasi hollywodiana se non si fosse sotto la Statua della Libertà. Altri indizi? Gli ultimi movimenti di mercato dei Knicks. Con le cessioni di Randolph e Crawford, New York ha tagliato 27 milioni di dollari dal monte stipendi del 2010, dollari riutilizzabili per formulare un'offerta principesca nei confronti del Prescelto.
Sebbene in posizione privilegiata, però, New York non è l'unica squadra a muoversi con chiarezza per la "caccia" a Lebron nell'estate del 2010: New Jersey sta agendo nella stessa direzione, svendendo le stelle e lasciando libera proprio la posizione di ala piccola, così come Detroit, che, con i contratti in scadenza di Iverson e Wallace, avrà ampio spazio salariale per tentare il Prescelto. Detto che vedere LeBron in maglia Nets è probabile quanto Belen che vince il Giro D’Italia, i Pistons potrebbe essere una soluzione praticabile. A meno che, come detto, i Cavs non vadano a vedere le carte già nella prossima estate. In quel caso tutto potrebbe succedere. I più scatenati hanno sussurrato anche di una trade che coinvolgerebbe tal Kobe. Ma qui siamo al fantascientifico.
E gli altri? Sempre parlando di New York c’è un nome che è sempre caldo, ovvero Steve Nash. L’obiettivo è quello di regalare un playmaker con i fiocchi a Lebron James nella grande mela. L’operazione è fattibile, se si pensa che il giocatore ha esternato più volte il suo malessere dopo l’allontanamento di D’Antoni dall’Arizona e la partenza del duo Bell - Diaw. La squadra intorno a lui sta cambiando e pare esserci un progetto che non lo comprenda. Nash, nel caso il prescelto vada davvero nella Big Apple, potrebbe decidere di sparare le ultimissime cartucce nel tentativo di portarsi a casa l’anello.
Wade, invece, è stato ancora più chiaro: "Si può ricostruire attraverso delle scelte al draft, ma in questo modo ci vorrebbero 2 o 3 anni per tornare competitivi. Noi dobbiamo cercare di fare qualcosa la prossima estate non solo attraverso il draft, ma anche acquisendo giocatori di esperienza". Ovvero: datemi un paio di giocatori di livello, da tornare perlomeno ai playoff, altrimenti cedetemi la prossima estate, che al 2010 in ‘sta depressione gradirei non arrivarci. Amen.
Gli altri andranno sicuramente “dietro” alle due vere superstar (James e Wade), cercando contrattoni lunghissimi e pesantissimi. Ovvio che per i veterani come Nowitzky, Ginobili o Allen sarà determinante in quale situazione fisica si arriverà al 2010.
Per Bosh, altro giovane pregiato, invece il discorso sarà anche legato alle scelte societarie. Bosh non è né sarà mai un uomo franchigia. E’ un uomo da cifre strepitose, dal talento innaturale, ma non è un leader ed è difficilissimo costruire una squadra su di lui. I Raptors ci hanno provato negli ultimi anni, ma i risultati non sono stati eccezionali e hanno fatto emergere in maniera evidente l’inconsistenza difensiva di Bosh e la sua difficoltà ad “abbinarsi” con giocatori che nella Nba hanno dimostrato di poterci stare. Bargnani e O’Neal su tutti. La nostra impressione è che Bosh sarebbe un clamoroso secondo violino in una squadra da titolo. Date Bosh ai Cavs, e LeBron si mette l’anello. I Raptors lo sanno, ed è quindi molto probabile che, nella prossima estate, Gherardini vada a bussare a qualche porta per vedere l’effetto che fa. Un nome? Portland. Scommettiamo?



