The Summer of LeBron

Inviato il Mar. 13, 2009 alle 20:03

 

"Cosa farò nel 2010? Penso che ognuno debba fare quello che è meglio per lui ed è meglio per la sua carriera. Se un giocatore fa quel che è meglio per lui, è comunque qualcosa di positivo. E' una cosa complicata, si tratta anche di business. La società farà quello che è meglio per la società, se decide di lasciar partire un giocatore è ok, ognuno deve fare ciò che è meglio per sé. La scelta sulla mia futura destinazione sarà legata alla squadra dove potrò vincere più titoli. Se ciò succederà rimanendo a Cleveland, allora rimarrò a Cleveland. Se invece dovrò andarmene, dovrò valutare tutte le opzioni".

Parole e musica di LeBron James, “the choosen one”, se vogliamo fare gli americhein, “il prescelto”, se vogliamo tradurre nell’italico verbo. Che succede nel 2010? Semplice: la più clamorosa rivoluzione degli equilibri cestistici che mente umana ricordi. Perché il 1° luglio 2010 diventeranno free-agent senza alcuna restrizione giocatorini tipo Steve Nash, Dirk Nowitzki, Manu Ginobili, Ray Allen, Tracy McGrady, Amare Stoudamire. E, ovviamente, tutta la classe del draft 2003, ovvero Wade, Bosh e, appunto, LeBron James.

Detto che se va via James, a Cleveland si buttano tutti dentro il lago e non se ne parla più, il quesito che attanaglia gli appassionati Nba è: dove andrà James? O, anche, aspetteranno i Cavs l’estate 2010 per “liberarsi” di LeBron? Tradotto: i Cavs, nella prossima estate, hanno in mano il giocatore migliore della Nba, senza nemmeno passare dal via, con l’agghiacciante prospettiva di perderlo dodici mesi dopo, rimanendo col pugno che chiude un insieme di mosche. Che si fa? Si tiene LeBron due anni e si punta all’anello, o lo si mette sul mercato cercando di portarsi a casa un paio, se non tre, giocatori di alto livello?

David Thorpe, uno dei maggiori analisti NBA di ESPN, in purissimo fantabasket, propone due soluzioni interessanti. La prima vedrebbe un possibile scambio con Boston, all'interno del quale Cleveland riceverebbe due All-Star in cambio di James: il Prescelto finirebbe in bianco-verde insieme a Ilgauskas, Pavlovic, Szczerbiak (e ai loro contrattoni) per Garnett, Pierce e Rondo. Una seconda soluzione, sempre proposta da Thorpe, vedrebbe invece James cambiare costa, e Cleveland ricevere un nucleo di giocatori giovani e futuribili: James e Ilgauskas verrebbero spediti a Portland, in cambio di Roy, Oden, Fernandez, Outlaw. Brutto?

A rovinare però i piani dei Cavs, ci ha pensato lo stesso James che in un’intervista alla partita dei Knicks (ma guarda un po’…) se n’è uscito con “Il 1° luglio 2010 sarà probabilmente uno dei giorni più importanti nella storia della Lega. Molte squadre stanno cercando di mettersi in prima fila per attirare uno dei grandi free-agent. E, se siete tifosi dei Knicks, vi consiglio di allargare le vostre vedute: il 1° luglio 2010 sarà un giorno memorabile".

Chiaro, no? LeBron gradirebbe parecchio andarsene nella Big Apple, dove troverebbe tra l’altro il suo amicone Jay-Z, e un paio di migliaia di sponsor pronti a fargli ponti di platino. Il giocatore più forte del mondo nella capitale del mondo. Sceneggiatura perfetta, quasi hollywodiana se non si fosse sotto la Statua della Libertà. Altri indizi? Gli ultimi movimenti di mercato dei Knicks. Con le cessioni di Randolph e Crawford, New York ha tagliato 27 milioni di dollari dal monte stipendi del 2010, dollari riutilizzabili per formulare un'offerta principesca nei confronti del Prescelto.

Sebbene in posizione privilegiata, però,  New York non è l'unica squadra a muoversi con chiarezza per la "caccia" a Lebron nell'estate del 2010: New Jersey sta agendo nella stessa direzione, svendendo le stelle e lasciando libera proprio la posizione di ala piccola, così come Detroit, che, con i contratti in scadenza di Iverson e Wallace, avrà ampio spazio salariale per tentare il Prescelto. Detto che vedere LeBron in maglia Nets è probabile quanto Belen che vince il Giro D’Italia, i Pistons potrebbe essere una soluzione praticabile. A meno che, come detto, i Cavs non vadano a vedere le carte già nella prossima estate. In quel caso tutto potrebbe succedere. I più scatenati hanno sussurrato anche di una trade che coinvolgerebbe tal Kobe. Ma qui siamo al fantascientifico.
E gli altri? Sempre parlando di New York c’è un nome che è sempre caldo, ovvero Steve Nash. L’obiettivo è quello di regalare un playmaker con i fiocchi a Lebron James nella grande mela. L’operazione è fattibile, se si pensa che il giocatore ha esternato più volte il suo malessere dopo l’allontanamento di D’Antoni dall’Arizona e la partenza del duo Bell - Diaw. La squadra intorno a lui sta cambiando e pare esserci un progetto che non lo comprenda. Nash, nel caso il prescelto vada davvero nella Big Apple, potrebbe decidere di sparare le ultimissime cartucce nel tentativo di portarsi a casa l’anello.

Wade, invece, è stato ancora più chiaro: "Si può ricostruire attraverso delle scelte al draft, ma in questo modo ci vorrebbero 2 o 3 anni per tornare competitivi. Noi dobbiamo cercare di fare qualcosa la prossima estate non solo attraverso il draft, ma anche acquisendo giocatori di esperienza". Ovvero: datemi un paio di giocatori di livello, da tornare perlomeno ai playoff, altrimenti cedetemi la prossima estate, che al 2010 in ‘sta depressione gradirei non arrivarci. Amen.

Gli altri andranno sicuramente “dietro” alle due vere superstar (James e Wade), cercando contrattoni lunghissimi e pesantissimi. Ovvio che per i veterani come Nowitzky, Ginobili o Allen sarà determinante in quale situazione fisica si arriverà al 2010.

Per Bosh, altro giovane pregiato, invece il discorso sarà anche legato alle scelte societarie. Bosh non è né sarà mai un uomo franchigia. E’ un uomo da cifre strepitose, dal talento innaturale, ma non è un leader ed è difficilissimo costruire una squadra su di lui. I Raptors ci hanno provato negli ultimi anni, ma i risultati non sono stati eccezionali e hanno fatto emergere in maniera evidente l’inconsistenza difensiva di Bosh e la sua difficoltà ad “abbinarsi” con giocatori che nella Nba hanno dimostrato di poterci stare. Bargnani e O’Neal su tutti. La nostra impressione è che Bosh sarebbe un clamoroso secondo violino in una squadra da titolo. Date Bosh ai Cavs, e LeBron si mette l’anello. I Raptors lo sanno, ed è quindi molto probabile che, nella prossima estate, Gherardini vada a bussare a qualche porta per vedere l’effetto che fa. Un nome? Portland. Scommettiamo?

My Dream....Team

Inviato il Oct. 2, 2008 alle 10:20

In edicola, in questi giorni, Dream Team. In copertina Earl Boykins, foto che fa riferimento all'articolo che ho scritto. La mia prima copertina. Ovvia grandissima soddisfazione...

Tanto per chiarire chi è il più forte

Inviato il Oct. 1, 2008 alle 09:36

+ 46 lo scorso anno contro una Treviso che già sul pronti e via stagionale aveva lasciato ampi messaggi su cosa sarebbe stata la propria stagione. +36 quest'anno contro una Avellino senza testa, perchè Porta non vale Dickau, ma comunque squadra da ambizioni playoff. Protagonista, ovviamente verrebbe da dire, Siena, che ha dato l'ennesima dimostrazione di forza e concretezza. Ci siamo baloccati un'estate intera a dire ed a dirci che si, insomma, Roma è competitiva come non mai, le due bolognesi hanno un talento debordante, che Treviso (forse) è tornata, che Milano può dare parecchio fastidio, poi però vedendo lo show di ieri sera del "senese da sempre" Domercant e compagni, il dubbio che nessuno in Italia potrà battere Siena 3 volte su 5 si è insinuato bello profondo. La squadra di Pianigiani è perfetta, e non c'è dubbio, e se fossimo le avversarie di Eurolega cominceremmo a dormire male, perchè questi qua in fondo ci possono arrivare, visto che nessuno ha la loro intensità e nessuno ha un sistema di gioco così perfetto. E ancora Kaukenas non è al meglio...

Figli di un sistema

Inviato il Sep. 24, 2008 alle 11:19

 

"Sono vicino a Maione e Sindoni. Napoli e Capo d'Orlando. Non conosco i loro conti, ma certo il sistema sportivo ha problemi strutturali. La passione o una stagione vincente non bastano a garantire la stabilità. Serve un supporto progettuale e un piano industriale. Ranking e wild cards servono a prevenire gli eventi. E si possono programmare gli investimenti" Ferdinando Minucci.

 

Quello qui sopra non dovrebbe essere un concetto rivoluzionario, anche perchè al di là dall'oceano, in quella Nba che qualcuno si diverte a pigliar per le terga, lo applicano da anni. e non è nemmeno così difficile, sulla carta. In soldoni, fino alla Legadue ci si può arrivare anche rispettando i regolamenti di oggi, che sono molto, troppo, elastici. Se però una società vuole andare in serie A, che è la massima espressione del campionato italiano, dovrebbe dare una serie di garanzie tipo: palazzetto, bilanci ed una bella fideiussione bancaria a coprire eventuali debiti. Altrimenti rimane dov'è. Quando esprimo il concetto, sento rispondermi: "Si, ma così in serie A rimangono in quattro." Sbagliato. Così in serie A rimane chi ci può stare. Ed allora la squadra che oggi è economicamente forte, ha un palazzo vero, ma ha la "sfortuna" di fare tutto in regola e rimane in B mentre chi ruba vince coppe in A, domani, nel mio mondo utopico, sarebbe in A, "protetta" da un sistema di regole antifurbi. Perchè Napoli e Capo D'Orlando (e prossimamente Avellino) non sono casi isolati e nemmeno sono causa di colpe singole. Sono semplicemente figlie di un sistema in cui imprenditori "rampanti" riescono ad infilarsi, a campare due/tre anni, per poi lasciare le macerie.

Se ad un Ercolino che vuole entrare nel mondo del basket, una Lega come Dio comanda dicesse: "Bene, vuoi essere dei nostri? Ok, mi devi garantire una serie di strutture, una società di un certo tipo e 5 milioni di fideiussione bancaria." Ercolino forse scapperebbe, ma una serie di industriali, al momento spaventati da questa giungla, in un sistema di regole preciso, inizierebbe (o ricomincerebbe...) ad investire, perchè il capitale sarebbe, in qualche maniera, protetto.

Impossibile in Italia? Si, lo so.

Un fallimento nazionale

Inviato il Sep. 19, 2008 alle 15:02

L'Italia del basket ha fallito, perchè è vero che l'evoluzione della specie cestistica ha portato giocatori di basket anche nelle lande finniche o nel grigiore bulgaro, ma alla favola del "non si poteva far meglio di così", credo più o meno con la stessa intensità con cui aspetto Babbo Natale il 25 Dicembre. Partiamo dal presupposto che si poteva far meglio, anzi, che si doveva far meglio, perchè non è mica poi vero che tutti quelli sono andati in campo di azzur vestiti fossero quattro brocchi presi per la strada. Il fatto, come succede spesso, è che quando si perde fiducia e quando si prende l'avversario sempre un pò troppo alla leggera, va a finire che si perde. Se poi in panchina c'è un allenatore che sembra che la benzina l'abbia finita da tempo, ecco che le cose, se possibile, peggiorano anche.

Giriamo pagina: lo sport più in voga nell'Italia post fallimenti, sportivi o meno, è cercare il colpevole. In questi giorni se ne sentono di tutti i colori. Dal più classico "colpa dell'allenatore", al più tecnico "bisognava convocare Tizio, anzi no meglio Caio", al fastasmagorico "colpa di Bargnani e Belinelli". Si rischia di scivolare in discorsi da bar, da sparare davanti ad un bicchiere di quello buono, quindi io passo e mi dedico alle soluzioni. Anzi a quella che non sarà MAI una soluzione.

E cioè, non sarà mai una soluzione il far giocare un italiano nel nostro campionato solo perchè è italiano. Per motivi vari e variegati: uno perchè, se le regole prevedessero 6 italiani per squadra, un buon giocatore di B1 qualsiasi diventerebbe merce da camionate di euro affossando i bilanci societari e facendo sorridere moltissimo agenti e carneadi assortiti. Poi: il livello del campionato collasserebbe, ergo meno sponsor, meno soldi, meno attenzione. Ed infine la nazionale non ne trarrebbe alcun beneficio, perchè poi quando andrà ad incontrare gli argentini, gli slavi, gli spagnoli, i greci, che girano per il mondo a giocare con i più forti senza rete alle spalle, le prenderà di santa ragione. Amen.

Locations of visitors to this page
Ultima pagina | Pagina 1 di 43 | Ultima pagina

Amici

Statistiche

Locations of visitors to this page